Le truffe via rete

TruffeIn certi casi le catene di e-mail possono andare oltre la semplice burla, per divenire una vera e propria truffa finalizzata alla raccolta di indirizzi per lo spamming.
Per esempio: il già citato messaggio che prometteva un cellulare gratis richiedeva l'inoltro del messaggio ad altri 20 destinatari, e per essere certi dell'avvenuta spedizione bisognava inviarne un'altra copia, con i 20 indirizzi in chiaro, ad un ulteriore indirizzo specificato nel corpo del testo. Ecco qua un modo veloce ed efficace per raccogliere senza fatica migliaia e migliaia di indirizzi di e-mail, pronti da usare per lo spamming.
Nel caso in questione, pare che l'indirizzo di raccolta non esistesse affatto e che, quindi, il messaggio fosse soltanto una semplice burla (l'indirizzo a cui spedire una copia era solo un espediente per dare più credibilità alla vicenda), tuttavia il caso era molto sospetto.

Quel che è certo è che nessuno ha mai visto il fantomatico cellulare.

Ad ogni modo, ogni tipo di catena costituisce sempre una miniera di indirizzi per gli spammer, perché spesso questi messaggi giungono con la lista in chiaro di tutti i precedenti destinatari. A volte arrivano messaggi con decine e decine di indirizzi, per esempio una catena che ho ricevuto tempo addietro conteneva ben 135 indirizzi di precedenti destinatari.

Su certi siti poi, con la promessa di partecipare a lotterie e concorsi a premi, vengono richiesti i dati completi della persona (e-mail, sesso, età, residenza, ecc.), questi dati hanno un valore commerciale molto superiore a quello di un semplice indirizzo di e-mail, ed il rischio che vengano usati in maniera impropria è sempre concreto.


Fin qui abbiamo parlato di truffe che hanno come conseguenza semplici seccature per gli utenti. Molto più gravi sono le truffe che comportano un danno economico diretto. Vediamo una lista di possibili situazioni:

False vendite
Il commercio elettronico non è affatto immune dal classico "pacco". Come in ogni vendita per corrispondenza, si corre il rischio che l'oggetto acquistato non risponda poi alle aspettative, o addirittura di pagare per non ricevere mai niente in cambio. Il rischio è tanto maggiore su Internet, dove è più facile per un truffatore nascondersi dietro l'anonimato.
Ormai su Internet è possibile acquistare veramente di tutto: dal software alle pozioni magiche, dai libri agli organi per i trapianti (ovviamente illegale!), dalle prelibatezze gastronomiche ai prodotti pornografici. La cautela sta nel buon senso dell'utente: gli acquisti di beni su Internet vanno fatti solo su siti famosi e di comprovata serietà. Evitate invece acquisti su siti anonimi o sconosciuti o illegali.
I rischi maggiori si corrono sui siti pornografici, perché molti utenti, dopo essere stati truffati, decidono di non sporgere denuncia per non dover ammettere di aver cercato di acquistare materiale pornografico.

Modifica non autorizzata delle impostazioni del computer
Una truffa molto frequente è la modifica non autorizzata dei parametri di connessione ad Internet. Navigando in certi siti, l'utente viene indotto (con le scuse più varie: guadagno o altro) a scaricare del software e a farlo girare sulla sua macchina. Questo software sostituisce il numero di telefono del provider con un numero internazionale e, da quel momento, ogni volta che l'utente si connette ad Internet lo fa attraverso una telefonata intercontinentale.
Anche in questo caso bisogna affidarsi al buon senso: mai scaricare software dal primo sito che capita (è come aprire allegati di posta che arrivano da sconosciuti: un modo sicuro per beccarsi un virus), a maggior ragione se è il sito stesso che cerca di convincervi a farlo. Soprattutto, mai scaricare software da siti pirata o siti di Hacker o siti illegali: il rischio di trovarsi un trojan sul computer è elevatissimo.

Sottrazione di dati riservati
Per fare acquisti su Internet con la carta di credito è sufficiente indicare il numero della carta, il nome dell'intestatario e la data di scadenza, mentre non è necessario avere materialmente la carta con sé. Per questo motivo, chiunque riesca a sottrarre questi dati riservati può cominciare ad acquistare merce on line con i soldi altrui.
Qui i problema è duplice: da un lato bisogna essere certi che chi riceve i dati non li utilizzi in maniera impropria (e per questo, come al solito, basta affidarsi solo a siti seri), dall'altro lato bisogna essere certi che gli stessi dati non vengano intercettati da pirati informatici mentre transitano attraverso la rete.
Ogni comunicazione fra il computer dell'utente ed il server remoto attraversa decine di macchine in tutto il mondo prima di giungere a destinazione; se qualcuna di queste macchine non fosse adeguatamente protetta dagli attacchi esterni, un pirata informatico potrebbe riuscire a prenderne il controllo a distanza, monitorizzando tutti i dati in transito e prelevando le informazioni di suo interesse (che possono essere non solo i dati delle carte di credito, ma anche delle semplici password per la connessione remota).
Per ridurre questi rischi al minimo, tutti i siti di commercio elettronico fanno in modo che la comunicazione dei dati riservati avvenga in maniera criptata (modalità protetta), dimodoché, se anche un pirata riuscisse ad intercettarla, non potrebbe mai decifrarla senza la chiave.
L'utente non può scegliere se inviare i dati in maniera criptata o no; deve essere chi realizza il sito Internet ad allestire le sue pagine Web in modalità protetta (per lo meno quelle pagine che servono per la comunicazione dei dati riservati). La modalità protetta si riconosce dall'indirizzo che comincia con "https://" (invece di "http://"), inoltre i programmi di navigazione (Internet Explorer, Netscape, Opera) segnalano la modalità protetta col simbolo di un lucchetto chiuso (nella barra di stato, in fondo alla finestra, oppure accanto all'indirizzo). Cliccando sul lucchetto si ottengono informazioni sul "certificato di protezione" del sito e sull'ente che l'ha rilasciato. Questo ente si fa garante dell'identità del sito (cioè garantisce che il sito è veramente chi dichiara di essere).

 

Internet Explorer

Netscape

Opera

Modalità non protetta

Non protetto
Non protetto

Non protetto
Non protetto

Non protetto

Modalità protetta

Protetto
Protetto

Protetto
Protetto

Protetto

Prima di inviare dei dati riservati via Web, bisogna sempre verificare che la comunicazione stia avvenendo in modalità protetta, in caso contrario ci si deve rinunciare subito. Inoltre, è vero che modalità protetta impedisce le intercettazioni dei dati in transito, ma al destinatario finale quei dati arrivano comunque in chiaro, e solo la serietà e la notorietà del sito ci può garantire dell'uso che ne verrà fatto.