Difendersi da se stessi

Imodi in cui l'utente riesce a danneggiarsi da solo, senza l'aiuto di interventi esterni, si possono riassumere in due categorie principali: alterare la configurazione del computer e lasciare in disordine i propri file.


La configurazione del computer:

ConfigurazioneAttraverso il Pannello di controllo (o Control panel) è possibile accedere a gran parte dei parametri di configurazione del sistema. Nessuno resiste alla tentazione di provare qualche volta a modificare le impostazioni della macchina, magari cambiando degli elementi innocui come lo screen saver o la velocità del doppio click del mouse. Tuttavia sono centinaia i parametri modificabili e molti di questi sono potenzialmente in grado di bloccare la macchina se non correttamente impostati. Quello che si deve assolutamente evitare è quindi la modifica casuale dei parametri "così, tanto per provare". Quando si toccano le impostazioni della macchina bisogna essere sempre consapevoli di quello che si sta facendo.
Per fortuna la configurazione originale è sempre ripristinabile senza danni permanenti, tuttavia, specialmente se il computer si è bloccato, la procedura di ripristino può non essere affatto banale.
Un altro guaio comune (che può anche avere conseguenze più gravi) è la distruzione o alterazione dei file di sistema. Nell'hard disk del computer si trovano infatti migliaia di file generati dal sistema operativo o dagli applicativi. Questi file servono per gestire il corretto funzionamento della macchina e dei programmi e l'utente non deve mai né cancellarli, né spostarli, né cambiarne il nome o il contenuto. Il danneggiamento di tali file può infatti comportare perdita di dati, malfunzionamento di uno o più programmi, malfunzionamento del sistema operativo, fino al blocco del computer, e purtroppo in questi casi non è detto che sia possibile recuperare il danno (si può essere costretti a formattare il disco e installare tutto da capo).
I file del sistema operativo si trovano nella cartella C:\Windows, i file degli applicativi di solito finiscono in  C:\Programmi o C:\Program Files, ma possono anche avere delle cartelle separate.
In definitiva per non correre rischi basta che l'utente si preoccupi solo dei file da lui stesso direttamente creati o inseriti sul disco.

QPartizione dell'hard diskualunque ne sia il motivo, trovarsi a dover reinstallare da capo il sistema operativo significa essere costretti a formattare l'hard disk, perdendo così tutti i documenti che vi si trovavano. Una buona strategia per limitare il danno consiste nell'effettuare una partizione logica del disco, ovvero fare in modo che la macchina veda l'hard disk come se si trattasse di due dischi distinti: nella partizione C si installa il sistema operativo, con tutti gli applicativi, mentre la partizione D verrà usata per salvare tutti i documenti. In questo modo, nella malaugurata ipotesi in cui ci si trovasse costretti a reinstallare l'intero sistema, basterà formattare soltanto C, lasciando D intatto.
Ad ogni modo la partizione del disco va creata prima dell'installazione del sistema (è complicato e rischioso farlo dopo, almeno con Windows 98).


AI file dell'utente:

Gli utenti alle prime armi tendono a lasciare i propri file (documenti di testo, immagini o quant'altro) in giro per l'hard disk un po' dove capita, perché quando salvano il file non si preoccupano di quale sia la cartella di destinazione. È invece importante creare fin da subito un'organizzazione razionale per i propri documenti su disco, perché poi in questo modo sarà più facile rintracciare i vari file, inoltre si correrà un minor rischio di cancellare per sbaglio dei file importanti e, in definitiva, si velocizzerà tutto il lavoro.
La prima regola fondamentale, naturalmente, è quella di non salvare mai i propri file nelle cartelle di sistema; si può invece usare la cartella C:\Documenti (già predisposta per questo scopo), oppure crearne delle altre a proprio piacimento.
Ogni cartella dovrà contenere documenti logicamente omogenei ed avere un nome significativo che ne esprima il contenuto. Ad esempio, una persona che usa il computer sia per casa che per lavoro potrà creare due cartelle "casa" e "lavoro" (nel disco C:\ oppure nella cartella C:\Documenti o dove gli fa più comodo) in cui salverà separatamente tutti i file prodotti per sé e per il lavoro. Se la sua attività consiste principalmente nel dover scrivere lettere e relazioni, creerà due cartelle "lettere" e "relazioni" all'interno di "lavoro", in cui salvare i rispettivi file. Se le lettere si accumulano nel tempo e diventano molte decine magari può suddividerle per destinatario o per argomento o per anno, creando altre cartelle all'interno di "lettere".
Questo è il principio; ognuno poi si regolerà secondo il suo buon senso nel modo che ritiene più opportuno, l'importante è riuscire a tenere tutto sotto controllo.
ltra questione fondamentale è il nome che l'utente dà ai propri file: come per le cartelle, il nome del file deve esprimerne il contenuto nel modo più chiaro possibile. Aprire una cartella e trovarci dentro decine di file che si chiamano tutti "documento1", "documento2", "documento3"... significa doverli aprire tutti uno alla volta solo per capire che cosa contengono. Se invece si usano nomi come: "relazione_dic1999", "lettera_quartiere", "fax_richiesta_preventivo"... è molto più facile orientarsi.

Un'altra questione riguarda la posta elettronica: molte persone lasciano che la loro posta si accumuli sul server senza cancellarla mai (quello che credono di cancellare è in realtà la copia che si è creata sul loro computer quando hanno letto la posta). Quando la loro casella si riempie del tutto, finisce per rimanere bloccata (non riceve più niente). Per essere certi che questo non accada, basta leggere la posta con il protocollo IMAP, oppure usare il protocollo POP specificando l'opzione "non lasciare la posta sul server".
Per maggiori dettagli si rimanda al corso sulle reti, per il momento è sufficiente essere consapevoli del problema.